METAFISICA / MAGICAL REALISM


Questo gruppo di artisti, facenti parte del Realismo esistenziale, svilupperà “una particolare introversione e riflessione sulla propria identità, legate alla cultura filosofica e letteraria dell’esistenzialismo francese”. Determinante fu l’influsso di Francis Bacon, il cui talento inizierà a svelarsi attorno al 1945 quando presentò Tre studi di figure alla base di una Crocifissione a Londra. Si dimostrò, fin da subito, un autore controverso per visioni da incubo in grado di sconvolgere chiunque contemplasse il progressivo disfacimento dei volti e le contorsioni dei corpi. Sono percezioni terrificanti inserite in gabbie dalle quali è impossibile fuggire: Bacon racconta la sua vita quotidiana filtrata da una personalità maledetta spesso circondata dalla leggenda. Con lui la pittura affonda negli anfratti di un esistenzialismo torbido, marcio e purulento, forgiando vuoti incolmabili che fanno tremare le fondamenta della mimes. La pittura dei Realisti, nata dalle intuizioni del Caravaggio, si muove su linee di congiunzione significanti ed estetiche attraversando i secoli al fine di arrivare alla porta del XX secolo con la consapevolezza di non essere più, solamente, iconografia estetica, ma una calligrafia che ci riporta gli intenti poetici di un racconto evolutivo che si svolge attraverso sinuosi profili velati di attese, attimi fugaci e volti inespressivi che paiono fissare il vuoto chiedendosi “cosa sarà di me?” La natura intima dell’uomo viene esternata ed usata per lanciare moniti e messaggi non troppo velati contro una società malata e piena di contraddizioni; la pittura si fa portatrice, come nella natura morta del Caravaggio, di messaggi e sfide, enigmi e abissi cosmici nei quali le alienazioni degli autori sono radicate nella vita di tutti i giorni. Una ricerca espressiva fondata su etica sociale e ripensamenti antropologici nella speranza che l’uomo mai si dimentichi delle forze interiori capaci di elevarci moralmente fino a toccare le punte del trascendentale. Lo stesso Giorgio de Chirico si fece protagonista di questo stato insondabile dell’essere ricamato su un carattere simile ad una grigia giornata di pioggia. Le prospettive vertiginose delle sue Piazze d’Italia, l’immobilità del tempo e lo spaesamento onirico mostrano, come dirà lui stesso, “più gli enigmi nell’ombra di un uomo che cammina in pieno sole che in tutte le religioni del passato, del presente o del futuro”. Forte della sua cultura mediterranea, il Pictor optimus maturò l’esigenza di un nuovo impianto linguistico strutturato in sospensioni, simbologie misteriose e personaggi sfuggenti che tessono le fila di mondi onirici grazie a complesse allegorie fantastiche intrecciate con un Realismo di matrice classicista: in de Chirico è il messaggio ad essere metafisico, non la pittura. Quest’ultima, infatti, presenta una componente figurativa di massiccia solidità che non lascia scampo, ma che, allo stesso tempo, ci permette di aprire l’interpretazione all’iconografia dell’opera ad infinite domande esistenziali che mai troveranno risposta. Prima di aprire le porte del Surrealismo a Salvador Dalì e a Joan Mirò grazie alla Metafisica, de Chirico fu figura determinante per la nascita di un Realismo velato di impianti metafisici e teorizzato nella rivista Valori Plastici diffusa, oltre che in Italia, anche in Germania: il Realismo Magico.

This group of artists, part of existential realism, will develop “a particular introversion and reflection on their own identity, linked to the philosophical and literary culture of French existentialism”.3 The influence of Francis Bacon was decisive. His talent would begin to reveal itself around 1945 when he presented Tre studi di figure alla base di una Crocifissione in London. He proved immediately to be a controversial author for nightmarish visions, capable of upsetting anyone who contemplated the progressive disintegration of the faces and the contortions of the bodies. They are terrifying perceptions placed in cages from which it is impossible to escape. Bacon recounts his daily life filtered by a cursed personality often surrounded by legend. With him, painting sinks into the ravines of a murky, rotten and purulent existentialism, forging unfillable voids that make the foundations of mimes tremble. The painting of the Realists, born from the intuitions of Caravaggio, moves along significant and aesthetic lines of conjunction through the centuries in order to arrive at the door of the 20th century with the awareness that it is no longer just aesthetic iconography, but a calligraphy that brings us back the poetic intentions of an evolutionary story unfolding through sinuous profiles veiled by expectations, fleeting moments and expressionless faces seeming to stare into space and wondering “what will become of me?” The intimate nature of man is externalized and used to launch not too veiled warnings and messages against a sick society full of contradictions. Painting becomes the bearer, as in Caravaggio’s still life, of messages and challenges, enigmas and cosmic abysses in which the alienations of the authors are rooted in everyday life. An expressive research based on social ethics and anthropological rethinking in the hope that man will never forget the inner forces capable of morally elevating us to the point of touching the transcendental. Giorgio de Chirico himself became the protagonist of this unfathomable state of being embroidered on a character similar to a gray rainy day. The dizzying perspectives of his Piazza d’Italia, the immobility of time and the dreamlike disorientation show, as he himself said, “more enigmas in the shadow of a man walking in full sunlight than in all the religions of the past, present or future”.4 Strengthened by his Mediterranean culture, the Pictor optimus matured the need for a new linguistic system structured in suspensions, mysterious symbologies and elusive characters weaving the threads of dream worlds thanks to complex fantastic allegories intertwined with a classicist Realism. In de Chirico the message, not the painting, is metaphysical. The latter, indeed presents a figurative component of massive solidity leaving no way out, but, at the same time, allowing us to open the interpretation of the iconography of the work to infinite existential questions that will never find an answer. Before opening the doors of Surrealism to Salvador Dalì and Joan Mirò thanks to Metaphysics, de Chirico was a determining figure for the birth of a Realism veiled in metaphysical systems and theorized in the magazine Valori Plastici, widespread not only in Italy but also in Germany: Magical Realism.